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LA TOMBA DI ANTIGONE DI MARIA ZAMBRANO
Il Vascello - Via G. Carini n. 72
lunedì 17 giugno 2002
- h. 21 La Tomba di Antigone di Maria Zambrano
Traduzione di Carlo Ferrucci
Tavola calligrafa di Tommasina Squadrito
Adattamento teatrale, interpretazione e regia: Maria Inversi
- h.22 incontro-dibattito con Elettra Deiana
Prenotazioni : 06/5881021 - 5898031/Ingresso : Intero € 12 - Ridotto € 10
Note di regia
Antigone nel testo di Sofocle, è condannata a ‘non vivere’ in una tomba in cui, nella visione sofoclea, ad Antigone non resta che togliersi vita. Nel testo della Zambrano la tomba diventa per Antigone una possibilità per ridarsi la vita. Quella che le negarono gli eventi, il padre, la madre, i fratelli, il re. Nel luogo del silenzio lontana dalle cose accadute e che accadono fuori dal perimetro in cui è rinchiusa, forte della sua solitudine, certa di subire un’ingiustizia umana, Antigone ascolta le ragioni del suo cuore in conflitto e cerca perdendola e ritrovandola, passo dopo passo quella luce interiore, che le consentirà di raggiungere la verità del suo essere lì, oltre le leggi della città, le ragioni di tutte le guerre, il potere arrogante. Può così far rinascere innocenza e coscienza, comprendere i sogni premonitori, ridare forza a pulsioni e desideri.Antigone non lotta contro gli uomini, si oppone alla legge ingiusta e dunque all’uomo ‘creatore’ di quella legge. Si oppone all’uomo che non sa vedere oltre, potremmo dire, le ragioni di stato o quelle strettamente personali e dunque cieche. Antigone se fuori ha lottato per amore contro le leggi ingiuste, dentro lotta con amore per tutto com-prendere ed accogliere. Antigone fa rivivere padre, madre, fratelli, sorella, nutrice, erranti, esiliati, i senza terra e l’amore non consumato, perché l’anima vuol sapere ciò che la sola ragione o le ragioni non sono in grado di spiegare, la ragione non ha cuore, ma il cuore ha sempre una o più ragioni.L’Antigone della Zambrano, scritta nel 1967, in piena rivoluzione culturale, usa il dolore dell’ingiusta condanna per ri-nascere. Trasforma la debolezza in forza ed offre a se stessa e a noi attraverso visioni e confronti qualità e valore che contengono la perdita di sé, necessaria per conquistare la chiarezza pura che la trasformerà forse in un’ora, una notte, o un anno in una donna forte che sa più di tutti coloro che hanno determinato il suo essere lì: ‘né nella vita, né nella morte’, in una tomba che diviene per lei ‘nido, culla’, perché in un nido si può nascere e prendere il volo, in una tomba ‘si va perché già morti’. E il venire al mondo come dice Zambrano non è nascere. Il testo di Maria Zambrano pubblicato in Spagna negli anni ottanta e in Italia nel 1995 è stato ridotto ad un’ora di spettacolo ricreando l’ossatura drammaturgica di cui il testo, scritto per altre finalità, era mancante. Al lungo lavoro operato sulla parola, al microfono e alle musiche è affidata l’idea che Antigone diventi voce, voce ‘ del di dentro’ per ciascun pubblico, voce di appartenenza di ogni spettatore.
Maria Inversi
Maria Zambrano è una delle figure più originali della riflessione contemporanea. All’instaurarsi della dittatura franchista prese la via di un lungo esilio. Tornata in Spagna nel 1984, fu insignita del prestigioso premio ‘Cervantese de Literatura’ (unica donna spagnola ad averlo conseguito). Ha vissuto in esilio in Messico, Cuba, Italia, Svizzera.
"... il testo di Maria Zambrano ha cominciato a "parlare" e il palco si è riempito di immagini nonostante che la rappresentazione fosse un monologo; le parole sono diventate corpo, emozioni, senso profondo di un’esistenza..." (Antonietta Lelario, Leggere Donna n. 97)
"Il testo è di eccezionale bellezza e l'attrice-regista sta raggiungendo negli anni una straordinaria capacità interpretativa. Spirituale e purificata ma non disincarnata Maria trasferisce vigore e energia nel testo cristallizzando in ogni parola una misteriosa sapienza, la voce-corpo-parola vola nello spazio essenziale del cono di luce e ci tiene ammagliate/i per un'ora di spettacolo.
Affiancano le letture brani musicali, una interruzione vocale, il freddo della caverna, dunque, dalla quale, per pochi secondi, odiamo uscire la voce di Antigone. Ma una grande pietà cade per tutto lo spettacolo, clemenza per noi che partecipiamo nell'ombra, costretti a capire che Antigone non è mai morta, così vuole Maria Zambrano, sepolta viva la giovane parla e ci spiega il disegno assurdo di una donna che avrebbe dovuto celebrare le sue nozze..."
(Donatella Massara www.url.it/donnestoria/incontri/inversizambrano.htm )
Perché Antigone questa sera
Gli incassi saranno devoluti all’acquisto di strumenti musicali per le/i giovani palestinesi a cui è stata distrutta l’accademia di musica a Ramallah, unica espressione artistica esistente sul territorio.
Le associazioni femminili che sostengono il progetto, pur operando in settori diversi della cultura e della solidarietà, ritengono che l’assenza di luoghi creativi in cui i giovani possono ritrovarsi è tra le cause del forte disagio e della notoria profonda depressione di cui le/i giovani palestinesi soffrono.
Nessuna città, nessun paese, nessuna pace può essere ricostruita in assenza di cultura e della bellezza che l’atto creativo e l’arte contengono in sé.
La musica e lo spettacolo, forme arcaiche dell’espressione creativa dell’essere umano, sono considerate in ogni società antica o moderna, necessarie alla sopravvivenza sociale cioè fondamento del ben-essere del vivere individuale e collettivo. L’arte è ciò che resta dopo la morte a ricordarci chi eravamo, a farci sentire meno spaesati.
Aderiscono all’iniziativa le associazioni culturali:
- Alfabeti Comuni - Roma
- Artemisia - Roma
- Donne&Futuro - Roma
- Donne in Nero - Roma
- Forum delle donne di Rifondazione Comunista - Roma
- Il naufragarmedolce - Roma
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