Poesia che mi guardi e Nora: Due intensi film raccontano due artiste e donne speciali
dal 20 Novembre Al Cinema Mexico di Milano – via Savona 57
Poesia che mi guardi: dalla regista di Come l’ombra, Marina Spada, il nuovo film/documentario che, partendo da Antonia Pozzi, una delle voci più originali del Novecento non solo italiano, riflette sulla poesia e sulla sua necessità. Un film, presentato al Festival di Venezia, e amato da critica e pubblico.
A seguire, lo splendido film Nora, di Alla Kovgan e David Hinton. Quadri di danza contemporanea e tradizionale africana, raccontano la storia vera di una ballerina, vissuta tra lo Zimbabwe e New York.
Poesia che mi guardi è una riflessione sulla poesia e sulla sua necessità. Amo la poesia e amo i poeti perché danno voce, coraggiosamente, a ciò che di solito è taciuto. Antonia Pozzi, in particolare, mi aveva fulminata perché la sua poesia è libera, carnale, sincera. Mi affascinava questa giovane donna costretta a nascondere, dietro l’apparenza borghese, una passionalità intensa che mal si conciliava con le strettoie e le convezioni dell’epoca. Antonia Pozzi, era sola perché, come tutti gli imperdonabili, era troppo moderna per essere compresa. Ha saputo guardare, senza ritrarsi, la bellezza e il dolore del mondo e testimoniare se stessa. Morta suicida, come spesso è accaduto alle donne poeta, è nata e vissuta a Milano, come me. Marina Spada
Nora è un film sulla memoria. La danza è una messa in scena della memoria e un dialogo con la memoria. Nora, nel film è sempre dominata dalla memoria. Quella di Nora è una storia drammatica, ma noi abbiamo voluto raccontarla come potrebbe farlo un poeta. Volevamo un racconto ritmato, intenso, godibile ma dal significato profondo, un film che lavorasse attraverso la metafora, che esprimesse l’emozione attraverso fatti concreti. La danza era perfetta per il nostro scopo: ci permetteva una narrazione dal ritmo inusuale, un modo nuovo per raccontare una storia. Sentivamo l’esigenza di sperimentare un nuovo linguaggio cinematografico – stavamo facendo un film come non ne avevamo mai visti prima – e questo rendeva questo lavoro un’esperienza esilarante. Ma la nostra maggior gioia fu lavorare con la popolazione locale. La loro generosità e il loro coinvolgimento rimane uno dei ricordi più toccanti di questo lavoro. Alla Kovgan e David Hinton