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Dominae,
ideato e diretto da Anna Santoro, è il farsi di un Dizionario
bio-bibliografico interattivo delle donne, del passato
e del presente, che operano nei vari campi della creatività
e dei saperi: scrittrici, studiose, giornaliste, musiciste,
registe, attrici, pittrici, fotografe, operatrici culturali,
editrici, artiste in web, eccetera eccetera, ma anche
professioniste, dilettanti (nell’accezione usata da Barthes)
che operano partendo da, e segnando, il proprio punto
di vista, la propria modalità.
Se
è vero che leggiamo il mondo attraverso i segni, cioè
attraverso i linguaggi, e che grazie ad essi ci manifestiamo,
sono i linguaggi delle donne che qui ci interessano.
Ciò
che proponiamo non è dunque un Dizionario o un Catalogo
di nomi in versione telematica, né una “vetrina”, né un
Archivio della produzione femminile diviso per “generi”,
ma la creazione di una Rete, diacronica e sincronica,
che, nel farsi, è già di per sé simbolica dell’infinito
intreccio, visibile e no, del fare femminile.
Per
raggiungere tale obiettivo, abbiamo cercato di coniugare
la consuetudine delle modalità di ricerca (proprio per
facilitarla), con la messa in discussione dei canoni di
definizione del fare creativo. Così il Dizionario
consente la ricerca per ordine alfabetico, cronologico,
geografico, e per linguaggi.
Se l’alfabetico, il cronologico e il geografico non presentano
particolari problemi, l’ordine per linguaggi, scelta
centrale e originale, è carico di suggestioni ma anche
di difficoltà. Ed è quello aperto a modifiche, interazioni,
suggerimenti.
Si tratta in qualche modo di rompere un altro Canone e
di dilatare la stessa definizione di “linguaggio” .
Al momento (ma giorno per giorno si articolano), abbiamo
indicato: Scrittura (poesia, narrativa, saggistica),
Cinema e Teatro (regia, recitazione, sceneggiatura,
scenografia), Arti visive (pittura, scultura, fotografia),
Musica (strumentale, composizione, voce), Ricerca
(scientifica,……..), Linguaggi del corpo,…
Aspettiamo schede di donne che, in modo significativo,
si rapportino e producano cultura col Cibo, con
la Progettazione dell’ambiente e del territorio,
con la Didattica, e così via.
Riteniamo infatti che, per esempio, i “saperi” delle docenti,
troppo spesso non valorizzati, diano alla didattica che
esse sperimentano il valore di linguaggio, o che,
le modalità della cura dell’ambiente di chi esercita la
professione di architetta o di arredatrice, siano anche
esse un linguaggio, e così via.
La modalità della costruzione di Dominae consiste nell’offrire
con generosità i saperi che ciascuna di noi possiede,
nel valorizzare la produzione artistica e intellettuale
spesso nascosta o poco conosciuta, nel promuovere uno
spazio di sperimentazione per i linguaggi delle donne
(o anche degli uomini?), stretti nelle logiche di mercato
e in canoni vecchi o recenti, nell’interrogarci continuamente
sulle future articolazioni.
DOMINAE rende usufruibile dalle giovani generazioni, ma
anche da studiose e da studiosi, da donne impegnate in
lavori intellettuali ma anche da donne “comuni”, il patrimonio
della produzione intellettuale, creativa, artistica, sociale,
femminile di ieri e di oggi.
DOMINAE mette in Rete donne conosciute e donne sconosciute
che abbiano in comune la passione della ricerca e che
abbiano saputo trovare il linguaggio per manifestarla.
DOMINAE può diventare una Mappa internazionale e trasversale
della presenza femminile nel mondo.
Per realizzare tutto ciò, sappiamo bene che non basta il
nostro lavoro e il nostro impegno: chiediamo a tutte di
farsi costruttrici assieme a noi.
Le prime proposte che facciamo a chi è interessata sono:
-
visita
il Sito, mandaci notizie, mandaci la tua scheda, i tuoi
testi
-
aggiorna
e correggi i dati di schede che già sono presenti
-
contattaci
per inviare schede di altre donne
-
suggerisci
Link di collegamento
-
collabora
con modalità che vorrai proporci tu stessa
Tieni presente che:
-
la
tua scheda va firmata (scheda autografa)
-
quella
di donna del passato, va firmata da chi la compila ed
è “a cura di…”
-
quella
di donna oggi vivente ma non autografa, ha bisogno comunque
di una sua autorizzazione, a meno che non sia autrice
lontana e difficilmente raggiungibile.
I nomi delle curatrici di una scheda non autografa entreranno
nell’Elenco delle Collaboratrici.
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