ARIE DI GIUGNO
anche ''forzate''
scampanellii sono diventati quei sonagli di serpente
quella Sua (privata) vostra angoscia della fine del mondo
non aver fiducia nella gente che vive tutti i giorni
è sempre questa la stessa storia
ed io qui e altrove
diserto
e se quì è la mia forza e l''energia
anche d''amore incustodito e di veggenza che porta
o che ha portato ancora davanti alla porta
la paura di essere al fine processata morta e condannata
per non aver aderito
nè all''una nè all''altra parte del mondo di soli uomini
che fanno e hanno disfatto
la Storia
loro hanno spesso desiderato io fossi loro
solo compagna fidata
sempre
ed io allora dispersa
per accorgermi poi però che alcune donne chiedono ancora a me
poeta che non ha voluto essere chiamata tale
e ha sbagliato ma lasciatemi sbagliare!
di prendere parte o per l''una o per l''altra
sempre parte della stessa storia
la sinfonia è sempre quella
*
odio chi odia il mondo e per questo scrive o aleggia della sua fine e noi con Lui
perché porta un rancore che non frutterà se non
ordine e disciplina
senza alcuna considerazione per le singolarità che fanno la comunità
qualche volta sono spesso le troppo politiche ad offendere le altre
con vita senza nessun desiderio nessun amore nessuna liberazione
dallo sfruttamento del lavoro
qualsiasi lavoro quello che anche è detto
volontariato
per altre simile a passione
il suo fiore
(la pianta è quasi parassita)
qui si chiama croce fiorita
qui vicino a Santa Croce in Gerusalemme ce n’è un esempio bello
nell’orto benedettino e sembra possa essere stato decorato, il fiore
sopra uno degli strumenti musicali di araba fattura quassù al primo piano del museo
da dove vi sto in parte scrivendo
questa divisione tra intelletto e manualità
noi non possiamo più tollerarla
*
le arie di giugno han suonato come i trilli delle mie rondini
così violente a volte per il capogiro
vanno veloci le rondini forse troppo
ma non siamo rondini e il troppo stroppia
come diceva Vittorio proverbiale
ed io abbandonerò di sedùrmici
ché troppo l''ho sedotto:
il capo il giro lo stroppio
Maria essendo il mio secondo nome
che in Italia è come dire acqua aria
e quello che mi mancava era l''arrivo di una lettera
da un''amica che mi ricorda:
sei ora nel bozzolo
questo è il momento di accettare la propria delicatezza.
*
e quanto mi fulminava invece quando si leggeva che le donne
è meglio siano quelle che non sono state schifettose
annullando così ogni tipo di infermiera:
è peccato fare l''infermiera
che tipo di divieto è mai questo
ancora con questo vezzo o propensione per le eroiche le eroine
per le singolari tenzoni che rischiano poi le matriarche
piene di figlie che non hanno saputo capire il loro valore
senza rispetto le une per le altre perché senza genere di appartenenza se non di colore
rosso o nero o bianco
ancora queste cose quando ci sono bambine e bambini che non muoiono di fame
questo è il punto del rossore:
perché c''è chi li sfama
che neanche a memoria i loro nomi ad uno ad uno
tutte le sere
e noi li a lamentare ancora
perchè perchè perché gli uomini fanno la guerra ?
Non è una domanda questa questa è una ''malattia perdigiorno''
di alcune donne.
Dire meglio, precisare: fra loro, perché si fanno la guerra fra loro
coinvolgendo in questo l''umanità intera?
Se ti chiedi da quanto tempo questo accade
ti si annebbierà la vista ricordando quante parole hai letto
in così tanta letteratura
sull''argomento
lo stesso
e
anche la causa per cui ti si chiede di combattere così
riappare.
Poi viene la forza la calma e l''appartenenza
e allora sporcate le mani nelle guerre fratricide
ma che sia stato anche sangue
familiare
quello che di cui si scrive
per me poi non è potuto che essere
la scoperta, solo dolore, non vittoria, pena,
e oggi forza di adesione e riconoscenza a quelle braccia a quelle gambe a quella delle donne
intelligenza familiare
che ancora di buon senso ci può dar prova
perché disfarla ogni volta tra noi
per pensare?
paola febbraro
2005