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Angela Diana Ruggiero

Cara Anna,

 

ho letto il progetto per il nuovo sito, che verrà arricchito di varie altre sezioni. Mi fa piacere che sia prevista anche una sezione dedicata alla fotografia, e molto stimolante è l'idea dello spazio "pensare pensare pensare".


Il tuo appassionato intervento sulla guerra trova una profonda rispondenza nel mio animo. Credo si faccia ancora troppo, troppo poco per contrastare i "valori" maschili (che però sono radicati anche in molte donne), troppo poco per sganciare il concetto di virilità da quello di aggressività, troppo poco sul piano educativo, sul piano dell'immaginario, su tutto.


Secondo me dobbiamo anche fare delle riflessioni sul fatto che l'aggressività nel maschio è un fatto che le scienze etno-antropologiche considerano naturale, e sul fatto che l'aggressività stessa racchiude in determinate situazioni anche delle valenze positive.

 

Non dimentichiamo che "ad-gredi" come significato primario ha quello di "andare verso"; naturalmente non mi riferisco all'aggressività negativa che si apparenta alla violenza e alla crudeltà, ma a quella positiva che un tempo era utile per la sopravvivenza e oggi invece dovrebbe essere giocata nell'ambito dell'assertività e della comunicazione.


Noto invece che oggi gli uomini hanno perso questa forma di "aggressività positiva" (se mai l'hanno avuta!:), e si rivelano estremamente insicuri e irresoluti nel rapporto interpersonale , in particolare nei confronti dell'altro sesso ma non solo; e quanto  più si offusca questa loro parte istintuale e dionisiaca, tanto più essi tendono a compensare con l'aggressività negativa tesa al potere, alla sopraffazione, all'autismo narcisistico che chiude all'Altro.


Non so se sono riuscita a spiegare perché è un discorso complesso e mi rendo conto che si presta a fraintendimenti...


Un caro saluto, a presto

                                         Angela