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Giannina Milli in Cassano

Giannina Milli nacque il 24 maggio 1825 a Teramo, in Abruzzo. La madre, Regina Rossi, le insegnò a leggere e a recitare sonetti. Nel 1832, dopo che la famiglia si era trasferita temporaneamente a Chieti, Giannina si esibì per la prima volta su di un palcoscenico, recitando alcuni versi della Divina Commedia e della Gerusalemme Liberata. Il successo fu tale che Ferdinando II, in visita in quella provincia, desiderò conoscere la giovane poetessa, e successivamente la convocò a Napoli perché continuasse gli studi in un istituto di educazione femminile, il Convitto per le figlie dei militari. Durante il colera, si trasferì a Teramo, dove continuò i suoi studi letterari guidata da Stefano De Martines. Spronata dal suo maestro e da Giuseppe Regaldi, noto poeta improvvisatore, Giannina si esibì il 24 giugno 1847, nel teatro di Teramo, dinanzi ad un folto pubblico. Il giornale romano "Fanfulla", che pubblicò una recensione dell’avvenimento, contribuì a diffondere la fama della poetessa, che tra il 1846 e il 1848 declamò versi anche in altre città della sua regione. Giannina Milli componeva anche canti patriottici in cui esaltava eroi, glorie e speranze del Risorgimento. Oreste Raggi scrive che essendo "il suo poetare troppo libero ella veniva accusata di repubblicanismo e minacciata di prigionia…." ( Raggi 1876). Gli eventi politici del 1848  costrinsero la donna a ripiegare su studi solitari. L’11 settembre 1850 la poetessa ottenne dalla Curia Capitolare Aprutina il "certificato di buona condotta religiosa e morale", indispensabile per poter viaggiare liberamente per l’Italia. Si recò prima a Portici, dove, nonostante la diffidenza iniziale del pubblico nei confronti di una poetessa proveniente dalla provincia, ottenne un successo straordinario; poi a Napoli, dove fu apprezzata da molti letterati e l’Accademia Pontaniana la elesse socia onoraria per acclamazione. Durante il suo soggiorno napoletano completò la sua formazione letteraria: il 28 novembre 1851 ottenne dall’ Arcidiocesi di Napoli l’autorizzazione a "leggere e tenere libri proibiti perché ritenuti utili e vantaggiosi per i suoi studi di belle lettere e scientifici", e frequentò diversi salotti letterari cittadini, tra cui quello di Lucia de Thomasis e di Laura Beatrice Oliva Mancini, dove si riunivano i letterati più illustri e le poetesse sebezie, tra cui Giuseppina Guacci Nobile. Nel 1857 lasciò Napoli per recarsi a Roma, Ferrara, Firenze, Siena. I suoi viaggi costituivano un momento di propaganda e partecipazione culturale e politica al movimento nazionale, come attesta, tra l’altro, il suo ricco epistolario. Durante le rappresentazioni la Milli era sottoposta a sorveglianze continue della polizia. Nel 1859, dopo aver improvvisato a Bologna alcuni versi in memoria di Galileo, in cui faceva riferimento alla situazione politica contemporanea, ricevette l’ordine di lasciare la città, nonostante che la Principessa Simonetti e Donna Maria Ercolani avessero insistito presso il Cardinal Legato perché Giannina potesse restare in città. Nonostante l’opposizione del governo pontificio, Bologna coniò, insieme a città come Perugia, Lucca, e la natia Teramo, medaglie in onore della poetessa. Anche le donne di Milano, dove Giannina si era recata dopo la liberazione della città,  vollero coniare una medaglia d’oro con la sua immagine. Giannina, proclamata l’unità d’Italia, tornò a Napoli, dove ricevette da Francesco De Sanctis, allora direttore della Pubblica Istruzione, "una pensione in testimonio di onore…" (Raggi 1876). Dopo l’Unità, ripresi i viaggi, Giannina continuò a manifestare il suo impegno civile: a Firenze improvvisò, in teatro, versi in onore di Cavour e di Garibaldi. Sempre a Firenze, il 14 maggio 1865, nacque l’Istituzione Milli che, finanziata dal testamento di Giannina, avrebbe premiato, dopo la sua morte, fanciulle meritevoli e bisognose. Nel 1865, fu nominata, dal ministro della Pubblica Istruzione, Ispettrice delle scuole normali e delle elementari in Terra di Lavoro, degli Istituti pii e delle scuole private di Napoli, e infine delle province pugliesi. Nel 1872, dopo l’annessione di Roma, fu chiamata dal ministro Scialoia a dirigere la Scuola Normale superiore femminile da poco costituita, in cui successivamente insegnò storia e morale. L’attività di ispettrice prima e di direttrice poi della Milli rafforzò la sua amicizia con la scrittrice Luisa Amalia Paladini, nominata nel 1872 direttrice del convitto Vittorio Emanuele II di Lecce; amicizia testimoniata da alcune lettere scritte tra il 1860 e il 1872. Nel 1876 Giannina sposò Ferdinando Cassone, ispettore scolastico, e lasciò il suo incarico di direttrice per seguire il marito nei suoi spostamenti, quando questi divenne Provveditore agli Studi di Caserta, di Bari e poi di Avellino. Giannina Milli morì a Firenze l’8 ottobre 1888, stroncata dal dolore di aver perduto, in poco tempo, la madre ed il marito. Paolo Boselli, allora ministro della Pubblica Istruzione, scrisse al Municipio di Firenze: "la poesia dell’anima italiana brillava nell’estro di Giannina Milli per il trionfo degli ideali patriottici. Non si può vedere senza mestizia spegnersi questa luce, che nei giorni delle prove ha confortato gli animi trepidanti" (Raggi 1876).



Opere

  • Poesie Varie, Giuseppe Marsili, Teramo, 1848
  • Poesie…, Napoli, Stamp. del vaglio, 1852
  • Nuovi Canti, Stamperia del Vaglio, 1855
  • Sonetto.sta in Per la solenne professione religiosa della gentile giovanetta Felicia Picella. Versi e prosa. Salerno, Tip. Migliaccio, 1856
  • Poesie, Le Monnier, Firenze 1862
  • In morte di Maria Ellero. Poesie di…, Bologna, Tip. Favae Garagnani, 1869

Bibliografia

  • Woena Adele, Strenna dell’Aurora offerta alle giovani italiane…, Modena, Tip.Sociale,1875
  • Barbiera R., Italiane gloriose, Milano, 1927
  • Barbiera R., Diademi donne e madonne, Milano, 1940
  • Comba E., Steiner L. , Donne illustri Italiane, Torino, 1934
  • Magonio G., Italiane benemerite del Risorgimento Nazionale, Milano, 1907
  • Raggi O., Intorno a Giannina Milli. Lettera a Pasquale Stanislao Mancini, Torino, 1860
  • Raggi O., Giannina Milli, Roma, 1876
  • Petraglione G. (a cura di), Un carteggio. Giannina Milli e Luisa Amalia Paladini, "Rivista Abruzzese", 3, 1895.
  • Palumbo, I salotti del Risorgimento e l’emigrazione napoletana, "Rivista storica salentina" Marzo-Aprile, 1907
  • Aurini R., Dizionario Bibliografico della gente d’Abruzzo, Teramo, 1952
  • Giannina Milli nel primo centenario della sua morte. Atti del convegno nazionale, Teramo, 1989.
  • Santoro A. Veglione F., Catalogo della scrittura femminile italiana a stampa presente nei fondi librari della Biblioteca Nazionele di Napoli, Napoli, Stampa, Dick Peerson, 1990.

A cura di: De Negri Lea


Contributi:
Poesia da: Nuovi Canti
( testo )