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Mary Astell
Dopo anni di contestazioni, e dopo qualche frettolosa sistemazione critica, la figura di Mary Astell è oggi meritatamente rivalutata tra le fondatrici del pensiero femminista dell’epoca moderna, e a giusto titolo riconosciuta la prima, vera woman philosopher, autentica mente del movimento delle donne.
Nasce il 12 novembre 1668 a Newcastle-on-Tyne, in una famiglia della classe mercantile; non si hanno notizie circa la sua infanzia e la sua formazione, ma è nota la straordinaria mole di letture che accumula negli anni giovanili; apprezza Spenser, Milton, Cowley e medita su Bacone e Cartesio.
Nell’ottobre 1684, in seguito alla morte dei genitori e a ristrettezze economiche, Mary si trasferisce a Londra, stabilendosi a Chelsea, probabilmente insieme a Lady Catherine Jones. Grazie all’amicizia di questa influente dama, la giovane prende parte alle riunioni di un circolo di dotte signore vicine alla corte e dedite alla causa femminista. Dopo essersi appassionata sia alle loro accese discussioni teoriche sia alle loro battaglie, Mary pubblica nel 1694 presso l’editore Richard Wilkin il suo primo saggio, A Serious Proposal To The Ladies For the Advancement of their True and greatest Interest, dedicato all’amica Lady Mary Wortley Montagu. Da questo lavoro si avvia un’incessante riflessione sul destino, le potenzialità e le prospettive della donna; un’indagine a cui la Astell dedicherà gli scritti e l’impegno di tutta la sua vita (non si sposò mai).
Partendo dal riconoscimento della libertà individuale ("If all men are born free, how is it that all women are born slaves?"), l’oggetto del Proposal è soprattutto il problema della condizione sociale femminile di subordinazione all’autorità maschile e delle “opzioni di carriera”, limitate, nell’Inghilterra protestante tardo seicentesca, a madre e a suora, ma comunque relegate nell’ignoranza. A ciò si aggiunge, infatti, il problema dell’educazione, sommaria e considerata inutile o persino pericolosa per una donna. Per far fronte al bagaglio secolare di convinzioni erronee sulla women literacy e contro le consuetudini del costume, la proposta di base è di costituire un organo istituzionale che permettesse alle donne un libero accesso all’apprendimento, agli studi ufficiali e all’insegnamento, creando un women’s monastery, una sorta di collegi o comunità protestanti atte ad ospitare a tempo indeterminato ogni donna che, rifiutando il matrimonio, volesse coltivare sé stessa e il proprio potenziale intellettuale, dato che
“Women are from their very Infancy debarr'd those advantages [of education] with the want of which they are afterwards reproached, and nursed up in those vices with which will hereafter be upbraided them."
Anima i suoi scritti la convinzione – espressa attraverso una limpida argomentazione logica e una salace vena d’ironia- che le capacità intellettuali femminili, dono divino, siano occultate per ragioni di comodo dal sistema dei codici sociali e comportamentali e rese oggetto di un sottile gioco di ricatti da parte dell’autorità maschile: tacciate di presunta incapacità mentale, di fragili equilibri psichici, le donne sono escluse dall’istruzione, dalla letteratura e dalla vita pubblica; nello stesso tempo, tuttavia, la società (maschile) ne deride l’ignoranza a conferma dell’inferiorità intellettuale e a giustificazione della loro posizione di escluse. I condizionamenti socio-culturali risultano, di conseguenza, determinanti nel destino di una donna al punto da plasmarne il comportamento e da soffocarne le naturali inclinazioni. In gran anticipo sui tempi, la Astell arriva a raccomandare alle donne con aspirazioni letterarie o politiche di evitare il matrimonio, almeno prima dei diciotto anni, per sviluppare il proprio potenziale; da queste contestatissime –e modernissime- opinioni si avvia il lungo cammino dell’emancipazione femminile. Il progetto di una comunità di donne colte, tuttavia, non vede per il momento realizzazione a causa di motivi finanziari, e Mary consacrerà altrove la sua vocazione di educatrice.
Nel 1695, con una dedica alla sua mecenate Lady Catherine, escono le Letters Concerning the Love of God, che comprendono anche la sua corrispondenza con John Norris. Lo scambio di idee con Norris, principale divulgatore dell’opera di Malebranche in Inghilterra, risulta determinante per comprendere a pieno la notevole evoluzione del pensiero filosofico di Mary; pur accogliendo diversi punti della dottrina malebranchiana (la centralità di Dio come causa immediata delle sensazioni e come unico oggetto dell’amore degli uomini), ne rigetterà il fondo di occasionalismo.
Nel 1697, pubblica la seconda parte del Serious Proposal To The Ladies dove si propone di fornire alle donne le istruzioni e gli strumenti per abituarsi a pensare secondo la logica, abbracciando una forma di saggio razionalismo di stampo cartesiano.
Ispirandosi alle infelici vicende matrimoniali della sua amica, la Duchessa di Mazarine, scrive e pubblica nel 1700 Some Reflections upon Marriage Occasioned by the Duke and Duchess of Mazarine's Case, aspra condanna dei matrimoni di convenienza e accusa allo sregolato arrivismo maschile, nonché monito alle donne affinché possano far valere il proprio pensiero razionale e le proprie decisioni. Senza inneggiare alla ribellione o alle recriminazioni, l’analisi del matrimonio è volta al mero miglioramento dello stato della donna e si sviluppa in prospettiva integralmente, femminile adombrando tutti i nodi cruciali: lo squilibrio tra poteri maschili e femminili, la difficoltà del trovare un potenziale marito adatto, i trucchi e le trappole dei matrimoni combinati, e gli eventuali metodi per scongiurarli, il concetto di rispetto reciproco come fondamento di ogni unione.
Nei primi anni del Settecento, l’attenzione della Astell si sposta poi alla speculazione filosofico-religiosa e all’attivismo politico, con una serie di saggi. Risponde a Defoe nel A Fair Way with the Dissenters and their Patrons; esprime il disaccordo con Shaftesbury nel Bart'lemy Fair or an Enquiry after Wit, per difendere poi la politica royalist con il saggio An Impartial Enquiry in to the Cause of Rebellion and Civil War in this Kingdom, e la chiesa anglicana in Moderation truly Stated.
Nel 1705, a completamento del proprio percorso intellettuale e della sua carriera di scrittrice, redige un lungo trattato teorico sulla sua formazione religiosa ed educazione, The Christian Religion As Profess'd by a Daughter of the Church of England, dove rielabora anche i punti cardine del pensiero di Malebranche e dove si appella all’autorità reale, affinché la regina sostenga l’educazione femminile. La concretizzazione pratica delle sue idee, e del vecchio disegno del women’s monastery, si realizza tra il 1712 e il 1720 a Londra, quando aprì, con l’aiuto delle amiche Lady Catherine Jones, Lady Elizabeth Hastings, e Lady Ann Coventry, una charity school per ragazze in difficoltà, scuola che rimarrà attiva fino alla fine dell’Ottocento.
Autrice riconosciuta, Mary Astell morirà di cancro il 9 maggio 1731 e dal 1931 le sue spoglie riposano presso la chiesa di Chelsea a Londra.
Opere
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A Serious Proposal to the Ladies (parte I), Londra, Richard Wilkin (1694).
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Discourse and Letters concerning the Love of God, Londra, Richard Wilkin (1695).
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A Serious Proposal to the Ladies (parte II), Londra, Richard Wilkin (1697).
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Reflections upon Marriage, Occasion'd by the Duke and Duchess of Mazarine's Case; which is also consider'd, Londra, Richard Wilkin, 1700.
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Moderation Truly Stated: Or a Review of a Late Pamphlet entitl'd Moderation a Vertue with a Prefatory Discourse to Dr. D'Avenant concerning his late Essays on Peace and War, Londra, Wilkin, 1704.
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A Fair Way with the Dissenters and their Patrons, Londra, Wilkin,1704.
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An Impartial Enquiry into the Causes of Rebellion and Civil War in this Kingdom, Londra, Wilkin, 1704.
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The Christian Religion as Profess'd by a Daughter of the Church of England, Londra, Wilkin, 1705.
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Bartelmy Fair or an Enquiry after Wit in which due Respect is had to a Letter concerning Enthusiasm, Londra, Wilkin, 1709.
Bibliografia
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M. Ferguson, First Feminists: British Women Writers 1578 – 1799, Bloomington, Indiana, Indiana University Press, 1985.
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J. Kinnaird, “Mary Astell and the Conservative Contribution of English Feminism” in Journal of British Studies, XIX, 1 (autunno1979) pp. 53-75.
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S. F. Matthews Grieco, Mary Astell, l'educatrice femminista, in G. Calvi (a cura di), La storia al femminile. L'età barocca, Laterza, Bari, 1992.
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A. Pacchi, Cartesio in Inghilterra, Laterza, Bari, 1973.
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R. Perry, Celebrated Mary Astell - An Early English Feminist, Chicago, Chicago University Press, 1996.
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P. Springborg (Ed.), Mary Astell : Political Writings, Cambridge Texts in the History of Political Thought, Cambridge, C.U.P., 1996.
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K. Squadrito, “Mary Astell's Critique of Locke's View of Thinking Matter” in Journal of the History of Philosophy, XXV, 3 (luglio1987), pp
A cura di:
Massa Loredana
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